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Uomini veri: Sotto il vestito i collant

Sono i metrosexual, un poco fetish e molto maschi

Qui Italia - 04 Febbraio 2005
Di Carlo Alessi

Calzini addio. Questa volta la parità va al contrario, almeno nel vestire. Ora gli uomini vogliono indossare i collant e questo desiderio sta diventando una vera tendenza. Non mancano stilisti ispiratori e centinaia di siti web. Il fenomeno è tale che già alcune industrie specializzate in filatura si sono attrezzate predisponendo una linea dedicata agli uomini.

Già nel 2004 a Milano e Parigi gli stilisti avevano cercato di rompere gli schemi proponendo in passerella la gonna al maschile. Era stato un vero plebiscito che ha visto impegnate le griffe di John Galliano, Andrew McKenziee, Pringle, Vivienne Westwood, Antonio Marras fino a Dior Homme.

Ora nel 2005 è esploso il collant pour homme destinato a uomini affatto effeminati, anzi. E’ un fenomeno che nasce lontano dalle sfilate, scaturendo dalla base (come si direbbe in politica). Ognuno ha iniziato in gran segreto da solo, poi internet ha fatto il resto.

Un fenomeno al quale è stata dedicata una ricerca discutibile sociologica che definisce gli utilizzatori di collant degli adolescenti interrotti, “adon-escenti”.

C’è poi chi li chiama curiosamente "quarto sesso" o perfino “metrosexual” con una parola che intende indicare chi nel vestire pesca liberamente dal guardaroba della propria compagna.

Eppure si tratta di uomini-uomini che, dopo aver ammirato i collant indossati dalle donne, ora vogliono indossarli magari come oggetto fetish per far sesso giocando, ma soprattutto desiderano portarli tutti i giorni con la massimo normalità.

Gli amanti del genere abbondano in rete; vi sono migliaia di siti dove scambiare opinioni, inviare foto e cercare un incontro per uscire dalla clandestinità. Da poco gli italiani hanno un loro punto di incontro nel sito http://nonsolocollant.altervista.org.

E’ un portale nato con l'ambizione di diventare un fulcro di notizie, iniziative e prodotti che ruotano attorno a questo nuovo trend maschile, per far cadere gli ultimi tabù e far emergere in modo pulito e privo di qualunque fraintendimento la voglia di emancipazione nel vestire dell'uomo del nuovo millennio.

C’è voglia di normalità e tra i messaggi in bacheca se ne legge uno estremamente indicativo: “Ciao! ma c'è nessuno di Bologna? Almeno potrei indossare collant insieme ad altri che non li trovano "strani" senza problemi :/ “.

E’ una questione affrontata anche in altri forum come in quello di al femminile.com, dove il 31 gennaio un uomo si “intromette” mentre si discute su mariti che amano indossare i collant o vestirsi da donna in casa, pur rimanendo “perfettamente maschi”. Ecco un piccolo brano.

“Sono un ragazzo 28enne che indossa intimo e abbigliamento femminile da quando avevo 11 anni. Certo mi piace sentire il contatto sulla pelle del nylon dei collant … ma non lo faccio per appagare il piacere del contatto fisico…. Non mi sento ne mi considero omosessuale …

Chiamatelo vizio, chiamatelo malattia o deviazione, come volete, so solo che la società non è pronta per accettare un uomo in gonna collant e tacchi alti. Leggo commenti maligni delle donne, non tutte per fortuna, ma vorrei dire loro che farei volentieri a meno di dover aspettare il carnevale …

I collant per i maschi hanno un enorme valore simbolico, sono tra gli indumenti più femminili che ci siano, per convenzione se vogliamo, ma per me è cosa da donne. …. Se un uomo riesce ad emularle per me è un effeminato, e anche se fosse non ci vedo niente di grave. Ma è ovvio, io sono di parte...”.

Insomma il desiderio è che il tutto rientri nella massima normalità. Ma che cosa è la normalità?

E’ un concetto che può essere declinato in diverse direzioni. Può avere un significato puramente statistico, per indicare la maggior frequenza di un certo evento oppure l'attesa che un certo evento abbia luogo.

Così le convenzioni che si stabiliscono tra gli esseri umani si fondano sull'aspettativa che gli altri individui si comportino nel modo che tra noi è normale.

Quindi se statisticamente per un uomo non è normale indossare un paio di collant sotto i pantaloni, è allora il caso di restituire al concetto di normalità un uso scientifico, affinché non diventi allo stesso momento uno strumento di discriminazione e di esclusione.

E dunque, siccome la scienza si basa sugli esperimenti, perché non provare prima di giudicare?


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